La resistenza al freddo
delle piante di Fico (Ficus carica L.)

Autore : Sergio Carlini
(colla collaborazione di Marcello Finocchiaro
)

 

  

Pubblicazione : 2006
Proprietà letteraria riservata
 

Nella verifica fatta con appassionati di coltivazione del fico in condizioni limite per il freddo estreme, ho avuto la relativa sorpresa di constatare la progressiva perdita di contatto che il giardiniere ha con la natura stessa del fico e del suo ambiente naturale.

Infatti è considerato normale che giovani e rigogliose piante di fico siano danneggiate o distrutte dal gelo a temperature di -2, -4°C fino al livello del suolo, ogni anno.

Il fico invece resiste facilmente a temperature di -15, -17°C in condizioni opportune, ed anche fino a -18°C e ben oltre.

 

Struttura e fisiologia del fico

 

La pianta di fico ha una costituzione mista erbacea e legnosa, questa struttura si nota molto bene in primavera quando i nuovi rami appaiono succulenti e ricchissimi di linfa (che è un lattice ricco di acqua, resine e sostanze di accumulo (amido), che, a parte l'acqua, sono tutte ottime sostanze antigelo.

La nuova vegetazione in gran parte utilizza le sostanze di accumulo che sono nel legno.

Non stupisce quindi che la vegetazione sia vigorosa in primavera ; in realtà la pianta utilizza il vigore accumulato, sotto forma di carboidrati, l'anno prima.

La pianta è quindi in parte una pianta succulenta, vive in zone desertiche ed è “programmata” per accumulare nel legno (fusto, rami, e radici) nell'epoca di vegetazione enormi quantità d'acqua ; nel suo ambiente infatti le piogge sono rare e la siccità è frequente.

L'accumulo di sostanze di riserva nel legno e nelle radici (resine e carboidrati) è dovuta come è ovvio al metabolismo della pianta (luce, calore), tale condizione è fondamentale anche per la maturazione dei frutti.

 

Ambiente naturale del fico

 

Il fico in ambiente naturale vive in suoli molto ben drenati, molto soleggiati caldi ed aridi.

Ad ambienti ricchi spesso il fico preferisce, in natura, la crescita su rocce o scarpate, illuminato da tutti i lati dove l'acqua scorre via e non ristagna, anche se il suolo è molto povero e sassoso.

Spesso le rocce ed il suolo circostanti sono scoperte e riflettono il calore, l'erba attorno è inesistente, il suolo quindi è secco, arroventato dal sole, soprattutto alla fine dell'estate; alla maturazione i frutti avendo pochissima acqua a disposizione sono dolcissimi.

Il legno è così disidratato, la lunga estate calda e luminosa ha concentrato sostanze antigelo (resine, amidi) nel legno facendogli perdere la consistenza erbacea, ed assumendo un aspetto “secco”.

In tali condizioni la pianta resiste al freddo a temperature di almeno 10, 12°C inferiori a quelle sopportate dalle strutture erbacee.

Le piogge autunnali intervenendo a vegetazione conclusa non hanno pressoché effetto sulla idratazione.

La “concimazione” in natura è poverissima, spesso ottenuta solo da compost vegetale, foglie e rami in decomposizione, tutto in piccola quantità.

La ridotta fertilità del suolo non sollecita la crescita di nuove parti erbacee.

A titolo di esempio, in Inghilterra, non è sorprendente che alberi di fico adulti, considerati rustici, soccombono a delle gelate di -5°C. In queste regioni dove le estati sono fresche, e le piogge frequenti, la piantagione dei fichi a mezza ombra o all'ombra si dimostra catastrofica, dato che il legno non si stagiona correttamente ed i rami restano allo stato erbaceo.

Un telo di protezione invernale avrà ad ogni modo un mediocre effetto, dato che ad ogni modo, tutta la parte erbacea sarà perduta, e sarà necessaria la ricrescita dalla parte legnosa.

 

Che cosa fare

 

E' evidente che per il giardiniere non è possibile impedire la pioggia, o modificare il clima, è però possibile evitare che la pianta sia messa in un luogo dove l'acqua ristagna, la pianta se rimane all'umido continuerà a gonfiarsi d'acqua, sono da preferire quindi assolutamente suoli aridi o comunque molto ben drenati, dove l'acqua scorre via subito, ed al più presto possibile, è evidente che rupi o scarpate povere sono il luogo ideale.

In pianura un profondo sistema di drenaggio è fondamentale, anche in pianura può essere possibile creare un grande dosso costituito da sassi terriccio e terreno poco concimato, mettere la pianta di fico sul pendio esposto al sole del dosso.

Attorno alla pianta il suolo deve essere nudo, senza erba, ben zappato, o al limite con erba falciata.

L'erba trattiene l'umidità (sotto l'erba il suolo è sempre umido, anche solo per la rugiada, e soprattutto per buona parte della giornata l'umidità evapora dal suolo umido, sottraendo calore in maniera massiccia), il calore sottratto rallenta molto il metabolismo della pianta che accumula meno zuccheri (nei frutti) meno resine ed amidi nel legno (per l'anno successivo, e per la resistenza al gelo nell'inverno).

Non innaffiate attorno! Le radici sono spesso molto più lunghe dei rami.

Quando si avvicina l'autunno se la pianta è vigorosa ed in piena crescita (con rami erbacei) è un pessimo segno, non ha avuto abbastanza calore per lignificare, sta solamente esaurendo le scorte nutrizionali che non produrranno alcun utile, i rami erbacei saranno distrutti dai primi geli, la distruzione dei rami giovani compromette la fruttificazione dei fioroni l'anno successivo.

Tra l'altro con la scorta che si esaurisce ci sono anche le sostanze antigelo che, anche diluite nei rami erbacei con l'acqua, non porranno alcun limite al gelo invernale.

Concimate molto poco e MAI dopo giugno.

Le piante di fico giovani tendono ad essere più erbacee e quindi sono più delicate, ma una buona lignificazione aiuta moltissimo la resistenza al gelo.

In zone fredde è raccomandata la protezione delle piante giovani i primi anni durante l'inverno. E' possibile (e raccomandato) di costruire attorno al fico una “tenda indiana” costituita da tutori ed avvolta con un telo di protezione, da riempire l'interno per tre quarti della altezza della pianta di foglie secche che si decompongono molto lentamente (le foglie di platano sono ideali e di facile reperimento).

Ma attenzione lo scoprimento è critico, non scoprire prima che le ultime gelate siano passate, dato che temperature di -2°C potrebbero fare distruzioni sulle gemme (di foglie e frutti).

Nel giro di due o tre anni questa protezione non sarà più necessaria.

Malgrado qualsiasi cura una pianta di fico in luogo umido e male esposto non avrà buona riuscita, dategli una buona esposizione a Sud o a Sud-Ovest!

Quando piantate un fico accostato ad un muro non dimenticate che può sviluppare un sistema radicale potente, ed alla fine è possibile che le radici penetrino ed otturino i sistemi di drenaggio.

In più se la vostra casa è vecchia e con muri in malta povera le radici cercheranno di infiltrarsi in ogni fessura.

Se avete occasione di viaggiare andate a vedere (nel Sud Europa) nei climi meno caldi, di limite per il freddo dove crescono spontaneamente i fichi selvatici : su muri, rupi o rocce, spesso hanno le “spalle” coperte da rupi, muri o case, e sempre ricevono il sole per molte ore al giorno.

Quindi il microclima naturale o artificiale alla fine può fare la Differenza.


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